La Storia

La prima presenza umana nel territorio dell’attuale Lettonia risale al 9000 a.C. I predecessori dei lettoni moderni, noti con il nome Balti, fecero la loro apparizione intorno al 2000 a.C. e da loro che prevengono tribù come curi, letgalli, seli e zemgalli.

A causa della sua posizione strategica, il territorio lettone è sempre stato invaso dalle nazioni maggiori che premevano ai suoi confini, e questa perenne situazione ha influito per sempre sulla vita e sul destino del paese e dei suoi abitanti.

Nel 1054 sulle rive della Daugava arrivarono i commercianti Germani. Nel 1201, un germano, il vescovo Alberto di Livonia, fonda Riga, che dopo divenne un membro dell’Unione Hansa, meglio conosciuta come Lega Anseatica. Da questo momento, Riga divenne un importante punto di riferimento per il commercio tra Est ed Ovest, pur agganciandosi definitivamente all-Europa Occidentale.

Nel XIII secolo i Crociati Germani continuavano conquistare il territorio della Lettonia e governarlo, convertendo il popolo alla fede Cristiana e riscuotendo le tasse. Nei secoli successivi i poteri dei Germani andavano sempre aumentando, mentre il popolo originale perdeva i suoi diritti.

Successivamente, Riga fu conquistata dalla Svezia e divenne la più florida e progredita città svedese. Durante questo periodo, Vidzeme fu conosciuta come il “Cestino del Pane Svedese”, poiché forniva, più di tutte le altre città svedesi, le riserve di grano della nazione. Il resto della Lettonia restò sotto controllo polacco, fino alla seconda spartizione di quel regno, avvenuta nel 1793, quando i territori lettoni divennero russi.

Dal 1804 in poi il potere dei nobili Germani nella Lettonia andò diminuendo. La liberazione dei contadini dallo stato di servi della gleba cominciò nella Curlandia (1818), nella Livonia (1819), nella Letgallia (1861), ed i contadini cominciarono a costruire le proprie fattorie. Rapidamente fiorì e si sviluppò l’educazione, la lingua e la cultura lettone. Le industrie si svilupparono velocemente ed il numero di abitanti aumentò considerevolmente. La Lettonia divenne una delle province più popolate della Russia.

Dopo l’indebolimento della Russia durante La Prima Guerra Mondiale e la Rivoluzione, la Lettonia proclamò la propria indipendenza il 18 novembre del 1918.

Per un breve periodo dopo 1934 la Lettonia ha avuto un regime autoritario, ma, dopo aver superato la crisi, l’economia del Paese fiorì (1936-1939).

Il 7 giugno del 1939 la Lettonia ha fatto stipulò di non aggressione con la Germania, sperando di mantenere la neutralità.

Il successivo futuro della Lettonia fu deciso dal patto di non aggressione, il patto Molotov-Ribbentrop, tra Germania e l’Unione Sovietica, sottoscritto il 23 agosto del 1939. I protocolli segreti prevedevano una divisione delle sfere d’interessi tra i due paesi. In accordo con il patto, la Lettonia fu occupata dal Unione Sovietica il 17 giugno 1940. Fatta esclusione per il breve periodo dell’occupazione tedesca, durante la Seconda Guerra Mondiale, la Lettonia rimase nell’Unione Sovietica fino al collasso dello sistema comunistico, quando il 21 agosto 1991 il Paese riprese la sua indipendenza.

Nel 2004 la Lettonia diventa membro della NATO e dell’Unione Europea.

 

 

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